Recensione su Disfactory.it di “Oltre le rovine” degli Egestas

da http://www.disfactory.it/recensione-egestas-oltre-le-rovine/

“L’esordio degli Egestas trasmette già qualcosa durante un primo ascolto, ma sarà a partire dalla seconda tornata che inizierà realmente a deliziare (talvolta lasciando quasi a bocca aperta) attraverso le sue “strane” qualità.

Oltre Le Rovine adopera una metodologia ibrida che oggigiorno può essere definita “classica” se vogliamo, ma che tanto classica infine non è. Possiamo chiamarlo post black oppure blackened hardcore per tagliare corto, ma ciò che veramente mi ha stupito sono state quelle incursioni appartenenti ad un filone riconducibile a certo melodic death/doom (così avulse ma incredibilmente calzanti) che impreziosiscono e legano il tutto. C’è una colla sotto a tenere unito il tutto e si stenta ad avvertirne la presenza.

Cinque i pezzi presentati di cui l’ultima Principio (wtf!) usata come breve commiato strumentale. Le prime due in scaletta si prendono invece la grossa fetta di torta con i loro undici minuti di durata ciascuna.  Arrivano a bruciapelo i colpi hardcore (come autentici spunzoni), ben incastonati su ritmi si blandi ma anche intensi e sofferti, fatti di un acido e deciso trasporto (da questo punto di vista l’opener Il Dominio dell’incostanza si prende di diritto ogni mia preferenza).

L’utilizzo della lingua italiana rende molto bene (cosa non scontata) e nell’alternare momenti introspettivi ad altri più accesi e taglienti non si registreranno momenti di stanca e anzi, tale varietà vocale renderà il tutto molto più dinamico ed efficace ai fini di un fluido ascolto. La terza Stillicidio diventa forse il miglior pezzo per farsi un’idea del tipo di musica proposto dagli Egestas, quasi un riassunto di tutto quello che nelle altre traccie potrete ascoltare con più distensione. La seguente Egestas con i suoi sette minuti riporta il discorso dove era stato lasciato in precedenza, il pezzo è riuscito pure a ricordarmi nei suoi primi versi un’approccio malinconico alla Canaan, anche se qui introdotti –giustamente- fuori dal loro habitat.

Riflessione, spazio al pensiero ma anche via libera all’odio puro, sincero e quindi incontaminato. Se sono queste le acque dove volete affondare gambe e corpo per una quarantina scarsa di minuti, una sua occasione Oltre Le Rovine se la merita tutta.”