I dischi degli SPUTA sono arrivati + recensione di IMPATTO SONORO

Le copie sono arrivate, e di seguito trovate anche la recensione apparsa su IMPATTO SONORO

RECENSIONE da IMPATTO SONORO
( https://www.impattosonoro.it/2020/07/10/recensioni/sputa-no-redemption/ )

Una connessione, musicale ma soprattutto umana. Un genere, che prende tanto e restituisce moltissimo. Una scena, che in tempi come questi necessita di ritrovare vigore, di alimentare interesse, di riaccendere la fiamma e di tenerla viva per gli anni a venire. Il comun denominatore di tutto questo si traduce nel progetto Sputa, band che vede al suo interno forze made in Italy e altre di stanza a Berlino. E proprio come una truppa che va in avanscoperta, i Nostri illuminano il percorso del D.I.Y. europeo con una torcia che emana hardcore–punk a profusione, “sporcato” da un’attitudine stradaiola di stampo metal che, ammettiamolo, rende sempre il tutto più succoso e ricco di sfumature. Inutile girarci attorno, i quattro ci consegnano quello che questo genere richiede, senza compromessi e lucidature mainstream di alcun tipo.

“No Redemption” risponde alla voce “uno” nel computo delle release degli Sputa, ma ascoltando le otto tracce che lo compongono, questo album suona estremamente maturo, completo, d’impatto. Le influenze sono tantissime, inutile citarle tutte, le tracce parlano una lingua che chi ascolta hardcore conosce alla perfezione. Si fa dai Safe State agli aspetti più “metallic” dei Trash Talk, fino a sfumare in 2-steps dritti in testa à la Line Of Sight. I primi secondi di “No Redemption”, sviscerati nella tostissima Existenz, tagliano il respiro: nessun intro particolare, neppure un quattro di charleston, tupa-tupa e pedalare. Walk On Actor, invece, ricorda un po’ i Go Deep, con un riff di chitarra molto più “danzereccio” e allegro, da pogo sfrenato, insomma.

Ma è proprio con il singolo Endless Circle che gli Sputa dimostrano un certo interesse nel comporre un proprio stile musicale che non sia solamente mera velocità; nella traccia si possono anche ritrovare riferimenti ai primi Coldburn, sempre per rimanere in territorio europeo. Sono parecchie le tracce che spiccano, in questo album di primissimo ordine. Su tutte, WASTE, con il suo intro di basso, che dà il via al brano un po’ in sordina, oppure Conformity Control, che chiude “No Redemption” con uno sputo estremamente punk e dannatamente sporco e intransigente.

Perché sì, la forza degli Sputa sta proprio qui, nella voglia di non sedersi a un tavolo a trattare, ma di suonare per il piacere di trasmettere un qualcosa di proprio, un’esperienza di vita (hardcore) vissuta, in una città cosmopolita e dai mille volti come solo Berlino sa essere. Immaginatevi questa prima fatica discografica come una colonna sonora da ascoltare durante una visita da Coretex Records, oppure mentre vi muovete a piedi di sera per recarvi a un live in uno squat (luoghi che gli Sputa hanno già consumato in quanto a live).

L’hardcore e il punk europei sono ricchi di nuove promesse, e gli Sputa, con “No Redemption”, sono in rampa di lancio per diventare uno dei nomi cardine per queste fondamentali realtà.