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SANTANTONIO – Disperazione in musica

screamo-death-hardcore | como @ italy

id: coyo11
year: 2005
format: cd
DIY CONSPIRACY: Choices of your Own, produzioni sante, dada dischi, solve et coagula, escape from today, solezenith, indigo records, mastello records, sniper records, rolling anarky records, 16 bit records, mandy records, humanity distro, moltiplicazioni mentali, next ounk records, fortemente indiziati records

TRACKLIST:
01. Amaro Finale
02. I Nostri Passi
03. Tempesta Di Grida
04. Vivo
05. Disperazione
06. Guardare Lontano
07. Vent’anni
08. I Miei Occhi Sanguinano

RECENSIONI
suffissocore.com

"Disperazione in musica" esce nel febbraio 2005 e già si candida come uno dei dischi più interessanti dell'anno in ambito hardcore . Il lavoro dei Santantonio vede la luce grazie allo sforzo coproduttivo di ben 16 etichette indipendenti, dopo
un anno circa di inattività live per la band, orfana del bassista (ora ce l'hanno). Nel disco, infatti, è il genialoide chitarrista Christian a incidere le parti di basso. Ma veniamo alla musica disperata! I pezzi che compongono il cd sono otto, di cui uno strumentale ("Disperazione") e una bonus track tratta dal loro demo (del 2002), di hc old school con qualche influenza death metal. Non si tratta (attenzione! ci tengono loro stessi a precisare) di metal-core, tanto in voga di questi tempi, vuoi per l'attitudine d.i.y. dei ragazzi ma anche per via del sound, decisamente verace e sanguigno. Si parte con "Amaro finale", trascinante pezzo hardcore, dal testo straziante che si distingue per un bellissimo finale ad alto carico emotivo ("...tornerà tutto come prima, cioè niente..." grida il vocalist Gianluca). I tre pezzi successivi, "I nostri passi" (con il suo esaltante crescendo iniziale), "Tempesta di grida" (titolone!) e "Vivo" son probabilmente i tre capolavori del disco. A farla da padrona sono soprattutto i riff-killer di chitarra e i frequenti cambi di tempo e variazioni, dove è determinante il ruolo del batterista Luca, preciso e compatto, abile col doppio pedale. La voce lancinante di Gianluca non è certo per tutti i gusti, anche se dà il taglio old school al disco (alla Sottopressione, per intenderci...); secondo me funziona anche se forse è un pò poco malleabile e non sempre si incastra bene con i complicati incastri dei pezzi. A parte questo, un buonissimo lavoro, suonato e registrato in modo quasi impeccabile, che lascia certamente sperare in un futuro roseo per i Santantonio!