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CAST THY EYES – We burn into the cold eyes of the sun

post-hardcore | lecce @ italy

id: coyo31
year: 2010
format: cd
DIY CONSPIRACY: Dischi Rozzi, Choices of your Own, Mad productions

TRACKLIST:
01 - The Seed Of Anguish
02 - Trying To Erase
03 - Die One Day
04 - Icebox
05 - Smash The Truth
06 - We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun
07 - Fire At The Horizon
08 - Till The End
09 - Dilemma
10 - All My Life
11 - Will Of Rain

RECENSIONI
punk4free.org

Ritorno a parlarvi di un gruppo che, fortunatamente, ho avuto l'occasione di ascoltare spesso dal vivo (ad esempio il Primo Maggio e a Capodanno 2011 sempre a Messina), cosa che di norma mi capita sempre troppe poche volte!
Tuffiamoci quindi nei suoni metalcore di stampo salentino parlando dei, purtroppo adesso sciolti, Cast Thy Eyes, composti da Chris alla voce, Andrea alla chitarra, Stefano al basso e Giuseppe alla batteria.
Sono davvero grato a questo gruppo per questa seconda creazione diy, resa possibile grazie alla DIY Conspiracy e ad un mastering d'eccezione in quel di New York, senza dimenticare un apprezzabilissimo booklet che rende in pieno le atmosfere dei pezzi.
Insomma, una produzione diy davvero convincente, dal titolo We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun.
Forse e' per questo che, leggendo altre recensioni di siti sicuramente blasonati e di settore, sorrido amaramente nel leggere il loro dispiacere per la mancanza di un'etichetta importante che stia dietro ai Cast Thy Eyes, aspetto che invece il gruppo ha sempre combattuto con grande efficacia.
Oltre alla grande intensita' che trasuda dai loro due cd, mi sento di dover sottolineare senza riserve il loro impatto devastante dal vivo, dove secondo me trasmettono proprio tutta la potenza delle note che suonano. Non a caso hanno macinato chilometri per suonare su tantissimi palchi, supportando anche diverse situazioni autogestite, animando il panorama hardcore qui al sud, cosa da non sottovalutare assolutamente.
Sul palco non gli e' mancata certo attitudine e senso di partecipazione, annullando la distanza che separa un gruppo dal pubblico, dando vita ad una omogenea fusione d'intenti.
Undici tracce, una buona mezzora di un hardcore fortemente ibridato, in maniera decisamente originale, con sonorita' metal e altissime velocita', che possono davvero esprimere al meglio i quattro anni di vita del gruppo. Spiacente per chi desiderasse un'intro, visto che gia' dai primi secondi di "The Seed Of Anguish" la voce di Chris fa tremare tutto, impostando da subito i toni dell'intero album. La folle corsa continua senza remore in "Trying To Erase", guadagnando piu' corposita' grazie a degli stacchi precisi e una cadenza impetuosa.
"Die One Day", pezzo del quale e' stato realizzato anche un videoclip, ha nella sua seconda parte una parata furiosa di violenza musicale, positivamente pericolosa per le nostre orecchie. Notevole il proseguimento con "Icebox", pezzo che dal vivo mi e' sempre piaciuto moltissimo, che regala atmosfere tetre, ruggiti furiosi e un crescendo di pura devastazione sonora.
Sulle stesse direttive viaggia "Smash The Truth" che, fin dall'inizio, fa da sfondo ad un cantato furente e sempre assai energico grazie anche all'ottimo reparto strumentale.
"We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun", due minuti che ci estraniano dalle sonorita' precedenti, dandoci la possibilita' di immergerci in un'atmosfera piu' riflessiva, tutta strumentale, dove recuperare le forze per continuare l'ascolto della tracklist. "Fire At The Horizon", altro pezzo da me preferito dal vivo, trasmette profonde sensazioni inquiete, ritmo incalzante e violenti riff di chitarra contribuiscono alla resa musicale di scenari in rovina.
Di "Till The End" mi ha sempre colpito il growl efficacissimo, che impreziosisce di molto l'interpretazione del testo, aggiungendo alla canzone un tocco ancora piu' distruttivo. "Dilemma" riesce, in un modo sicuramente non convenzionale, a farci percepire tutta la tensione dinnanzi ad una scelta dalla quale non ci si puo' sottrarre. Sonorita' sporche e ritmi dilatati contraddistinguono "All My Life", tingendone di grigio le sfumature, incupendo di molto le atmosfere suscitate dal pezzo.
"Will Of Rain" chiude la tracklist e sembra essere davvero la definitiva invocazione di distruzione per un mondo totalmente inappagante, un mondo osteggiato spesso nei testi del gruppo leccese. Distorsioni e ritmi ben scanditi fanno presagire il finimondo prossimo a venire, il tutto esasperato da un finale molto incalzante e allo stesso tempo opprimente.
Mi spiace dover considerare quest'album come l'ultimo, data la dipartita di Chris dal gruppo e forse l'eventuale scioglimento dello stesso. Se cosi' fosse, sicuramente We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun sarebbe un ottimo modo per congedarsi, avendo i Cast Thy Eyes dato prova di utilizzare al meglio gli strumenti diy per esprimersi senza scendere a compromessi.

metallized.it

Manca solo una cosa: un’etichetta importante alle spalle, per il resto c’è tutto quel che serve.

Quando mi ritrovo tra le mani album quali We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun sono combattuto tra due ordini di emozioni: da una parte la felicità di poter ascoltare e quindi recensire qualcosa di buono, dall’altra la rabbia che mi coglie quando scopro che la band è italiana ma nessuna etichetta importante -nemmeno con sede nel nostro vituperato stivale- si è degnata di metterla sotto contratto. I quattro componenti sono di Lecce, ma se avessero scritto Boston nelle note biografiche nessuno avrebbe potuto obiettare.

I Cast Thy Eyes sono una band alla seconda prova in studio. In entrambi i casi si sono dovuti arrangiare con mezzi propri, hanno dovuto sfangarla, puntualmente. In occasione di questo album il gruppo fruisce della collaborazione di un’etichetta emergente -D.I.Y. Conspiracy- che ha mostrato molta più lungimiranza rispetto alle grosse label che solitamente si riempiono di produzioni fatte col copia e incolla. Dall’iniziale The Seed Of Anguish si comprende come la band intraprenda un cammino proprio, fatto di ruvidità, impatto, espressività tout court. I riferimenti sono svariati ma hanno il tratto comune del post/core, che se in pochissimi casi collima col metal/core, in molti altri ne prende nettamente le distanze. Le linee moderne seguite dalla band si evidenziano in ogni traccia, in particolare laddove il gruppo fa rimbalzare l’influenza del momento da una parte all’altra dell’universo compositivo. Affermare che i ragazzi del gruppo si siano fatti una cultura musicale soddisfacente pare quasi superfluo, dato che in ogni dettaglio sembra di ritrovare qualche citazione.

A volte tocca ai Burst, in altri casi ai Burnt By The Sun, in seguito l’isteria può prendere il sopravvento e quindi ecco emergere i Converge. La realtà è che i Cast Thy Eyes hanno una conoscenza piena della materia e quindi si possono permettere di spaziare perché i riferimenti presenti nel sound sono diventati ormai patrimonio proprio e sono molti di più di quelli da me citati. Un insieme di influenze totalmente assorbito, radicato sotto pelle, idealizzato nella mente, e quindi riversato in sede di composizione nelle varie tracce. Tutto scorre in maniera naturale, mai spinto dall’inerzia sterile, ma propagato attraverso una rabbia genuina, che fa a pugni coi sensi, che mostra il lato costruttivo delle emozioni forti e che non si nasconde dietro facili ritornelli. We Burn Into Cold Eyes Of The Sun non si accontenta di soddisfare la sostanza, ma viene premiato anche per la forma. I suoni sono perfetti, ruvidi, precisi, curati. Notevole il contrasto tra il cantato carico di livore e la pulizia della batteria; strepitose le chitarre e il basso. Tecnicamente non c’è alcun rilievo negativo da imputare. Ogni nota viene eseguita come deve, niente di più, niente di meno. La tecnica c’è ed è notevole, ma si mostra in maniera evidente solo quando è funzionale alla composizione. Perché non ho messo più di 80? Perché in futuro pretendo ancora di più e magari sotto l’egida di una label importante (dovesse mai farsi viva).

Che altro aggiungere? Vi piacciono le band citate nella recensione? Procuratevi questo album. Preferite l’hardcore classico? Date un ascolto a questo disco. Amate il postcore? Concedetegli una possibilità, non ve ne pentirete. Adorate il chaotic/hardcore e state ancora leggendo? Muovetevi, cosa aspettate? Vi piace la musica tutta sostanza? We Burn Into The Cold Eyes Of The Sun è tutto per voi.